Consorzio di Bonifica Vulture - Alto Bradano: "Si annullino le ingiunzioni di pagamento"

L' incredibile storia dell'accanimento del Consorzio di Bonifica del Vulture - Alto Bradano e del pignoramento delle pensioni non ha avuto purtroppo, ad oggi, degna conclusione per i poveri agricoltori che hanno inteso ribellarsi al pagamento di un tributo non dovuto.Tutto inizia nel dicembre 2008 quando il Consorzio di Bonifica del Vulture – Alto Bradano ha inviato, a molti agricoltori dell’area, un avviso bonario di pagamento per presunti contributi, dovuti su terreni fuori dal comprensorio irriguo, senza specificarne il titolo e la motivazione.
Successivamente, nel maggio 2008, alla presenza dei massimi vertici del suddetto Consorzio, si tiene un incontro nella Sala consiliare del Comune di Melfi ed in questa sede è stato fatto notare che detti avvisi bonari erano stati notificati a mezzo posta ordinaria e non a mezzo raccomandata, per cui non era possibile stabilire la data certa di notifica al fine di produrre, entro i 30 giorni, ricorso in autotutela.
Nella stessa riunione i vertici del Consorzio assumono l’impegno di rispedire gli avvisi a mezzo raccomandata e, in data 8 agosto 2008, la società Cerin, concessionaria per la riscossione, incaricata dal Consorzio, notifica ai proprietari dei terreni siti nel comprensorio di bonifica ingiunzioni di pagamento per i contributi di bonifica relativi agli anni 2006 e 2007.
Molti proprietari dei terreni hanno prodotto opposizione alle ingiunzioni innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Potenza e, in data 22 maggio 2009 il legale della Cerin, avvocato Tempoia, notifica, in nome e per conto della stessa società , circa 20 atti di precetto verso alcuni contribuenti ricorrenti i quali, rivoltisi al Giudice di Pace, ottengono l’annullamento di detti precetti.
Il 19 ottobre 2009 il Consorzio, quale Ente impositore, visto il mandato per la riscossione affidato al concessionario Cerin, ha avviato, a mezzo del proprio studio legale, la notifica di circa 200 atti di pignoramento presso terzi, relativi al contributo di bonifica (anno 2008), i cui termini di opposizione scadevano il 15 novembre 2009. A questi atti è stata prodotta opposizione innanzi al Giudice presso il Tribunale di Melfi, ma il concessionario Cerin ha, comunque, chiesto e ottenuto, in via precauzionale, dall’ Inps, il fermo delle somme per le quali ha fatto richiesta di pignoramento, il che ha comportato che i ricorrenti pensionati si sono visti ridurre di 1/5 l’importo mensile della pensione.
In data 22 dicembre 2009 il Consiglio Regionale della Basilicata ha approvato all’unanimità un emendamento con il quale si chiedeva la sospensione dell’esecutività del Piano di Classifica predisposto dal Consorzio di Bonifica Vulture - Alto Bradano fino al 30 giugno 2010 e, ad oggi, la quasi totalità dei ricorsi è stata accolta dalle sezioni della Commissione Provinciale Tributaria.
Alla luce di quanto esposto ho prodotto un’interrogazione per chiedere all’Assessore se non ritenga opportuno procedere nei confronti del Consorzio Vulture - Alto Bradano per ottenere l’immediato annullamento delle ingiunzioni di pagamento relative ai contributi 2006, 2007 e 2008, con la conseguente comunicazione alla Commissione Provinciale di Potenza della cessazione della materia del contendere, onde evitare un danno erariale alla collettività e se la Giunta regionale ha provveduto a verificare la convenienza ad affidare il servizio di riscossione ad altro soggetto esterno per importi così esigui, dove le spese di recupero delle somme sono ampiamente maggiori di quanto dovuto dai proprietari.
Ho richiesto inoltre di conoscere se è vero che il Comitato esecutivo del Consorzio, con propria delibera, ha ridotto il contributo irriguo dovuto dai proprietari dei fondi beneficiari del miglioramento fondiario, a fronte di un ampliamento della platea dei contribuenti che, pur senza beneficio, avrebbero dovuto corrispondere una "una tantum’ per riequilibrare gli introiti e se la Giunta regionale ha contezza della debitoria complessiva del Consorzio, anche alla luce di quanto dovuto per la gestione del contenzioso in parola.
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