I limiti del Piano Turistico Regionale
Vi riporto in seguito, il mio intervento sul Piano Turistico Regionale, approvato a maggioranza nella seduta consiliare del 3 Agosto scorso. In esso sono contenute le motivazioni che mi hanno indotto ad esprimere, con forza, la mia contrarietà  in dichiarazione di voto.
AÂ seguito degli interventi degli altri colleghi Consiglieri...
"...Dico all'Assessore Straziuso che se fossi al suo posto, dopo aver ascoltato gli interventi che mi hanno preceduto, mi preoccuperei sulla validità di questo Piano. Inventariando gli interventi, infatti, ne viene fuori un giudizio fortemente critico sul Piano stesso.
Alcuni, dai banchi della maggioranza, hanno avuto il coraggio di esprimere un voto contrario, altri, invece, per spirito di appartenenza o per aver raggiunto qualche obiettivo personale, hanno accettato di votare il Piano anche se con tutta la criticità ascoltata.
Un'analisi ed una riflessione meritavano di essere messe nella premessa di questo Piano, ovvero il fallimento del Piano precedente, approvato da questa stessa maggioranza di centro sinistra. Ricordo quel dibattito in cui si presentavano, con grande enfasi, le aree prodotto come la grande novità per impostare e reimpostare il turismo in Basilicata. Anche quel Piano, però, aveva delle lacune, tanto è vero che è stato portato avanti per un certo numero di anni per poi finire nel cassetto, passando ad una nuova strategia totalmente diversa, a commento del fallimento della politica messa in campo dal centro sinistra.
I dati evidenziati nel Piano che stiamo votando sono, seppure datati, espressione di quanto è successo in Basilicata e quindi testimonianza del fallimento.
In realtà , le politiche del turismo, nel loro complesso, non hanno fatto sì che il turismo divenisse una gamba dello sviluppo della Basilicata e non credo ci siano fatti confortanti per indurci a pensarla diversamente.
Assessore, se provassimo a mettere in relazione gli investimenti effettuati sotto la macrovoce turismo in questi anni, dall'ultimo piano ad oggi, con gli obiettivi realizzati , le ricadute ottenute ed il PIL regionale, un'analisi attenta evidenzierebbe il più grande spreco di denaro pubblico in assoluto, qui in regione. La relazione tra investimenti ed obiettivi è fortemente negativa e, questo, è un dato che deve farci riflettere, perchè immagino che una pianificazione che guarda avanti debba sforzarsi anche di evitare gli errori.
C'è un light motive che viene fuori da tutti gli elementi emersi questa sera e cioè che la Basilicata, che è una regione di entroterra, una regione che fa parte dell'osso della nostra Nazione, ha una difficoltà rilevante, ovvero l'accessibilità .
E' un tema, questo, che ha attraversato i Piani di sviluppo regionale, passando naturalmente attraverso i Piani Turistici di cui essi stessi ne sono un pezzo ma, sull'accessibilità , non è chiaro cosa sia stato fatto o cosa si intenderà fare.
Le porte di accesso alla Basilicata quali sono? Il mare ne è una, ma solo se gode di porti di attracco, e non mi sembra che in Basilicata ce ne siano tali da recuperare flussi turistici, anche di piccole imbarcazioni da diporto (pensiamo al porto di Maratea).
Gli aeroporti, ne sarebbero un'altra. Ricordo, a tale scopo, un dibattito molto forte e stringente tenuto con Filippo Bubbico sull'opportunità di realizzare in Basilicata l'aeroporto a Pisticci, gestito da un privato, finanziato con soldi già messi da parte, accantonati dal CIPE, per poter realizzare una pista capace di poter intercettare flussi turistici attraverso voli charter. Quella porta di accesso sarebbe stata utile alla Basilicata anche per accedere ai mercati di smistamento del prodotto per l'economia del Metapontino, quella agricola. Inspiegabilmente, ad un sì iniziale, seguì un no deciso, di quest'aula, che preferì percorrere la strada dell'allungamento della pista Mattei, inaugurata non so quante volte ed ancora oggi incapace di poter intercettare flussi turistici.
La proposta di utilizzare, sul versante materano, l'aeroporto internazionale di Bari mi sembra non abbia avuto seguito con azioni tali da far diventare quella struttura nazionale una infrastruttura a servizio del contesto lucano.
Per non parlare della viabilità , su cui abbiamo numerose difficoltà . Immagino la grande direttrice Nord - Sud, come un buona valvola di sfogo ma capisco che, per quella, le problematiche sono molto più ampie e difficilmente recuperabili attraverso la sola volontà regionale. Tuttavia in quella direzione, forse, se puntiamo ad un Piano di sviluppo regionale, dovremmo mettere in atto quelle azioni ed immaginare quei percorsi più utili per concentrare anche lì finanza, in modo da risolvere la questione viabilità in tempi non biblici.
Mi domando cosa la Regione vorrà presentare all'esterno, cosa vuole essere e come intenderà promuoversi per inserirsi nel mercato turistico e per intercettarlo al meglio. La pecca di questo Piano è il non essere stato dibattuto antecedentemente la sua stesura. Credo infatti, che ci siano delle responsabilità che attengono a dei luoghi, e queste responsabilità non possono essere cedute ad altri.
Io forse la penso all'antica, però sono portato ad immaginare la politica, o i consessi istituzionali, come "luoghi" che hanno la responsabilità della scelta delle linee guida, di tracciare la strategia, gli obiettivi che dovrebbero avere una finalità complessiva che non può essere disarticolata.
Il Piano del turismo è un pezzo del Piano di sviluppo regionale, si inserisce in un contesto di carattere generale, di tutta politica, per cui non c'è tecnico che possa superare tale responsabilità .
Consentitemi, sono per la Democrazia e non per la tecnocrazia. I tecnici, anche quelli più bravi, devono stare al servizio di un progetto ed il progetto ne è la prova politica.
Siamo chiamati per essere tecnici della Nazionale, in questo momento. Siamo chiamati a decidere qual'è la strategia da dover seguire per poter fare rete. Siamo chiamati a questo ruolo e a questa responsabilità e non possiamo esimerci dal farlo.
Una volta acquisite, da noi, le linee guida e gli obiettivi strategici, il Piano avrebbe potuto essere elaborato da chicchessia, anche dall'APT, nella sua nuova funzione. Ma non il contrario. Cosa è accaduto invece in questo caso? Il Piano presentato all'aula è un prodotto sintesi dell'ascolto, delle audizioni fatte tra i soggetti operanti nel turismo, che tenta di recuperare le problematiche che esistono a livello regionale ma che, evidentemente, non ha, al proprio interno, il DNA della politica, della programmazione forte, dell'inserimento all'interno di un contesto di sviluppo che deve mettere in relazione risorse e ricadute.
Un'altra cosa mancante a questo Piano sono proprio gli obiettivi. Non le cose che si devono o non si devono fare, che pure in qualche maniera si sono dette ricorrendo ai Pacchetti Integrati di Offerta Turistica (PIOT) o ad altre modalità di spesa messe in atto in passato, ma le ricadute, gli obiettivi a cui il Piano mira ed in quanti anni.
Credo, inoltre, che un Piano come questo, non possa avere durata triennale, perchè una pianificazione deve prevedere delle azioni protese nel tempo, da verificare, magari, anche ogno triennio per capire cosa sta succedendo e cosa è cambiato rispetto alle premesse.
Cosa intende realizzare la Regione Basilicata con il turismo, quale peso intende dare, al turismo, nella programmazione e nell'economia regionale?
Questa è la direzione di marcia che, chi guida la Regione, deve dire ai Lucani.
Si deve fare un programma stabile nel tempo per far sì che si muovano investimenti privati, che si investa. Chi investe in un settore lo fa, non per starci 2 o 3 anni, questo è chiaro, deve, quindi, avere la possibilità di guardare avanti in un futuro lungo, sapendo che l'obiettivo che lo attende è ancora più vasto. La direzione di marcia di lungo periodo è la premessa per attrarre investitori sul nostro territorio.
Assessore Straziuso, non è solo importante mettere nel Piano le risorse provenienti dal POR, dal FAS, come è stato fatto, ma sarebbe stato utile avere un computo, una valutazione complessiva delle risorse messe in campo fino ad oggi, spese fino ad oggi dalla Pubblica Amministrazione, dal privato, per realizzare gli eventi attrattori del turismo.
Quante risorse sono movimentate per creare turismo? e perchè non usare il dato aggregato per capire cosa si sarebbe potuto produrre in regione con quello stesso impegno di spesa?
Questa è la massa finanziaria, monetaria, messa a disposizione. Altro sono le risorse comunitarie, i fondi nazionali che possiamo tradurre in investimento.
Con il dato "risorsa complessiva" avremmo avuto la possibilità di capire in che modo, tracciando le linee di sviluppo regionale in questa direzione, conoscendo il peso del Piano turistico nel Piano di sviluppo anzidetto, si sarebbe potuta effettuare una valida programmazione.Â
Tutto questo, Assessore, manca.
Sono le criticità , queste, che leggendo e studiando il Piano, sono emerse anche negli interventi che mi hanno preceduto.
Ritengo il Piano un buon manuale dove, dalle aree prodotto della  precedente pianificazione, si è passati ai prodotti d'area, cambiando strategia, come se nulla fosse avvenuto nel passato, come se quegli investimenti non fossero serviti.
Riflettere sul fallimento del passato, dove le situazioni erano le stesse, sarebbe stato utile nella nuova pianificazione.Â
Ma pensate che i PIOT possano essere davvero la panacea per risolvere il male che sta alla base della programmazione? Lo credete davvero? Non credete che attraverso i PIOT si metteranno in moto esattamente gli stessi meccanismi rivisti nei Programmi Integrati Territoriali (PIT)? Tolto il PIT realizzato attraverso l'evento Grancia, che ha avuto il coraggio di investire in quella direzione, gli altri PIT si sono mossi nella direzione opposta.
Allora, questa preoccupazione continua ad esistere perchè non c'è finalizzazione. Qual'è l'obiettivo da raggiungere? Quanti posti di lavoro intende creare questo Piano? In quanto tempo? Quant' è la risorsa investita e qual'è la ricaduta economica che intende realizzare?
Tracciare degli obiettivi significa tracciarsi delle sfide, il coraggio di osare. Qui, non c'è mai. Qui si parla solo di quello che bisogna spendere senza mettere in relazione la spesa con la finalità della spesa stessa.
Questo è il problema che viviamo in tutti i settori, dalla formazione agli investimenti nell'industria.
Questa è la magagna che accompagna la programmazione regionale.
Sarebbe stato necessario svolgere questo dibattito a monte, per trarne delle indicazioni reali e proficue da inserire nel Piano.
Sul tema della Governance, Presidente De Filippo, leggo, poi, una cosa che a me fa rabbrividire. Ma probabilmente sbaglio io nell'interpretazione quando si dice che i principali assessorati Agricoltura e ambiente, Attività Produttive e Cultura siano coordinati dall'APT, istituzionalmente convocato a dar vita all'integrazione degli assessorati su citati.
Come può essere che l'APT, un'agenzia al servizio della Regione, occupi tale ruolo?
Credo, a questo punto, che siamo proprio ad un capovolgimento degli atti pregnanti della Democrazia istituzionale all'interno di questa regione.
Non può essere questa la logica.
Io concepisco un altro modello nel quale gli Assessori devono essere sì integrati tra loro, ma in accordo all'interno degli assessorati, mentre a loro servizio c'è l'APT, non il contrario: gli Assessori al servizio dell'APT. Ma cosa stiamo dicendo? Voglio sperare che questo Piano resti carta e che la realtà si muova diversamente. Lo voglio sperare per il bene dei Lucani, perchè non può essere questo lo stravolgimento.
Ecco perchè Presidente, Assessore, non dobbiamo scandalizzarci se sentiamo che, mentre noi stiamo discutendo il Piano Turistico Regionale, che dovrebbe includere anche la pianificazione provinciale, c'è già un Assessore della provincia, solerte, che parla di internazionalizzazione del turismo per la provincia di Matera.
Non si hanno le idee chiare su quello che bisogna fare. Questo il punto.
Credo che, come è successo tante altre volte in cui, la pianificazione fatta è poi rimasta in qualche modo carta all'interno delle Assisi regionali, anche questo Piano finirà per avere stessa sorte, perchè tanto, voi, lo approverete questa sera, nonostante le critiche e le criticità emerse.
Voglio augurarmi che la programmazione possa muoversi un una direzione diversa e che, Presidente De Filippo, a fine legislatura, faccia lo sforzo di darci uno straccio di documento di programmazione tale da farci capire cosa vorrà fare da grande questa Regione".
Le ultime
Lavoratori ex Eds: "Quale futuro li attende?"
Sono trascorsi 5 anni dal ridimensionamento della società informatica EDS...
Bonus benzina: "La demagogia di De Filippo non ha limite"
Confusa, schizzofrenica e demagogica la reazione del presidente De Filippo...
Tirocini formativi: "Novità in arrivo?"
Con una interrogazione urgente a risposta orale in Consiglio ho...
Sanità a Metaponto: "Guardia Medica mandata in vacanza"
Con l’eliminazione della Guardia Medica di Metaponto l’Assessore alla Sanità ...
Interrogazione concorso pubblico ASP Potenza: "Una risposta insufficiente"
Insufficiente la risposta che, nella odierna seduta consiliare,...








Commenti