"Il mio commento alle elezioni 2009"
A freddo, con qualche giorno in più per meditare, voglio offrire ai lettori il mio punto di vista su quanto accaduto nell’ultima tornata elettorale. I risultati ottenuti nella sfida per le due province e per il comune capoluogo hanno fatto registrare la sconfitta del centro destra e la riconferma del centro sinistra. Negli altri comuni della regione si legge con chiarezza una avanzata del centro destra che conquista interessanti comunità , spesso, specie nei piccoli centri, con coalizioni civiche di area politica. Questo è il dato!
Come era logico attendersi, i riflettori della politica si sono concentrati sulle sole province e sul comune di Potenza dove, con onestà , occorre dire che se da un verso il risultato è stato a favore del centro sinistra, dall’altro, il centro destra, pur senza l’UDC, ha accorciato le distanze.
Altrettanto chiaramente occorre dire che, come tutti sanno, ogni competizione va analizzata alla luce di una moltitudine di variabili oltre che alla luce dei diversi sistemi elettorali.
Il Sen. Di Gilio ha inteso lanciare una pietra nello stagno innescando un dibattito, da molti ritenuto utile, ma che a me non piace! La semplicità dell’analisi lo rende inutile e la confusione che può generare è pericolosa per un Partito come il nostro che solo un mese prima delle elezioni ha preso ufficialmente vita.
Non mi convince l’analisi da molti proposta, tesa a confrontare i risultati delle europee con la cifra ottenuta alle provinciali o alle comunali. O c’è ingenuità oppure malafede! Tutti possono comprendere che alle Europee si sono confrontate due differenti visioni politiche ed ideologiche mentre nelle elezioni amministrative il confronto è tra i programmi ed i candidati tutti, quelli delle liste e gli apicali.
Gettare la croce sugli apicali, individuandoli come capri espiatori, è sbagliato oltre che falso!
Così come è errato discutere dei risultati senza una preventiva analisi del contesto in cui questi si inserivano.
A tutti noi non sfuggono, al di là del dato comune del minor risultato amministrativo rispetto a quello europeo, le differenze che esistevano tra la competizione per la provincia di Potenza e quella per la provincia di Matera.
Nella provincia di Matera, la maggior parte dei comuni sono amministrati dal centro destra che, specie in alcune realtà , sembra aver consolidato un suo radicamento.
Nella provincia di Potenza, eccezion fatta per alcune aree con maggiore tradizione per il centro destra, nella stragrande parte del territorio v’è una schiacciante presenza del centro sinistra.
Ai cancelletti di partenza, quindi, le due province partivano da condizioni sostanzialmente diverse. Anche le scelte effettuate sono state diverse.
In provincia di Matera si è privilegiata la candidatura di un dirigente storico di Partito mentre in provincia di Potenza si è testata la candidatura centrista di Aurelio Pace.
I mugugni della classe dirigente che pure hanno interessato la scelta della candidatura potentina non potevano esserci a Matera dove si è preferita una diversa impostazione. Il risultato, se analizzato nel suo complesso, non ha dato ragione a nessuna delle due impostazioni, se visto rispetto all’obiettivo della vittoria, ha sancito, però, in modo inequivocabile che in quel tipo di competizione la moltitudine delle liste e la qualità dei candidati presenti è la vera differenza.
La situazione non cambia se analizzata per il comune di Potenza dove sicuramente ci sono stati mugugni per la candidatura di un Peppino Molinari che si è rivelato, al contrario, un candidato di ottime qualità e reale interprete dei sentimenti e delle passioni del più accanito sostenitore del PDL, …io sono tra questi!
Anche per la città di Potenza, al primo turno, la forza dei candidati nelle liste è stato il vero valore aggiunto per le coalizioni rispetto alle quali, entrambi i concorrenti apicali, poi andati al ballottaggio, hanno preso un punto in meno delle liste.
Diverso il ragionamento del secondo turno dove il maggior tasso di assenteismo e l’influenza del risultato delle province hanno avuto un peso importante a nostro svantaggio.
Perché faccio un’analisi così dettagliata? Perché credo che un confronto costruttivo non possa non partire da un’analisi di questo tipo.
Non sono per i processi sommari! Troppo spesso azioni di questo tipo hanno prodotto aberrazioni e risultati opposti a quelli alla base dei pur buoni propositi.
Io credo che il dato che maggiormente emerge da queste competizioni è quello della debolezza strutturale del Partito che non ha saputo fare crescere una classe dirigente diffusa e riconoscibile.
Nella lista alle comunali di Potenza così come nelle liste provinciali, i migliori risultati sono stai attribuiti a quegli uomini che hanno saputo rendersi interpreti dei bisogni della comunità . La gente ha scelto utilizzando il criterio dell’affidabilità . Non è un caso che i più votati, tolta qualche sporadica eccezione, siano tutti uomini impegnati nella vita politica da tempo e che hanno saputo farsi riconoscere per le proprie qualità .
Il PDL dovrebbe lavorare su questo. Investire nei propri uomini riconoscendogli delle responsabilità reali nel partito.
Non sono in antitesi l’allargamento della coalizione con il rafforzamento della struttura del partito.
Un partito, quanto più è forte tanto più può rendersi interprete dell’allargamento della coalizione sapendo di avere la responsabilità della guida del progetto candidato.
Il PDL deve lavorare da subito per far accrescere il tasso interno di democrazia reale. Deve lavorare per arricchirsi di contributi effettivi ad ogni livello in un connubio perfetto tra uomini delle istituzioni ed uomini di partito.
Deve usare il metodo della meritocrazia per rendere trasparenti le scelte che vengono operate ed essere ombrello di riparo per quanti decidono di impegnarsi per affermare i valori di libertà e cambiamento professati.
Contestare la leadership di Viceconte è un errore grave da segnare con la matita blu. Abbiamo bisogno di una guida stabile da tutti accetta ed in questa fase a Viceconte va il mio grazie per aver accettato di guidare il Partito. Certo, in ragione di questa sua responsabilità , è proprio a lui che rivolgo il mio appello di rendersi interprete della costruzione del Partito sulle basi che ho appena tracciato, che possono e debbono arricchirsi del contributo di chiunque pensi al proprio impegno in politica come servizio da rendere alla comunità in cui vive.
Contesto il centro sinistra perché ascrivo alle sue politiche le responsabilità delle condizioni in cui siamo costretti a vivere. Una regione che vive alla giornata in cui la regola unica è la gestione ferrea del potere per alimentare il consenso. Una autoreferenzialità che non produce benefici per il popolo ma solo per chi gestisce il potere.
Questa è la forza del centro sinistra che ha vinto anche in queste competizioni.
Noi possiamo sconfiggerla con un forte lavoro di squadra in cui tutti dobbiamo sentirci partecipi del risultato.
Io ci credo!
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Commenti
se fossi un politico di professione mi porrei il problema che sto perdendo pubblico la gente è stanca di speranze illusorie di cambiamento che viene da destra (fanno gli stessi giochi da anni .... ) ed è stanca dei regnanti di sinistra
che fare?
Un saluto
Applicare la meritocrazia anche al di fuori del partito no?