Apr
27
2009

"Il marketing politico in campagna elettorale"

Blog

Come accade in vicinanza del periodo elettorale, città, paesi.. l'intera regione viene vestita delle più colorate cartellonistiche di propaganda politica, con frasi decise e a volte misteriose, slogan associati a volti diversi e agli stessi volti di sempre. Ma cosa si nasconde dietro quel cartellone pubblicitario? programmi, idee, ambizioni.

E' una competizione senza limiti, quella che si sta giocando silenziosamente per ora, e con impetuosità a breve, tra i candidati delle varie liste elettorali, sebbene alcuni nomi non siano ancora ufficiali e bisognerà aspettare l'ultimo giorno utile. Una forma di inquinamento ideologico, indifferenziato quella della propaganda elettorale.

Come accade in ogni ambiente e ad ogni livello, il marketing è lo strumento su cui si basa la comunicazione per raggiungere determinati obiettivi, orientando il gusto e le scelte delle persone, giocando sui colori, la parola ad impatto, l'immagine...

Il marketing politico è come il marketing mix, le cui 4 variabili cardine sono le famose 4 P: product, price, place, promotion. Se ci fate caso, ogni variabile assume significato anche in questo particolare contesto. Metaforicamente parlando, il prodotto oggetto della campagna elettorale è il candidato, che dovrebbe "vendersi" per soddisfare le esigenze degli elettori, il prezzo è inquadrabile metaforicamente come il quanto siamo disposti ad investire sul candidato per averne dei benefici dalla sua elezione, il place è il posizionamento del manifesto in un determinato punto strategico di una strada,  l'insieme di azioni necessarie a far giungere il programma del candidato al numero più alto di elettori, la promotion è la comunicazione vera propria, è il contatto diretto con gli elettori, è il supporto dei sostenitori nella captazione dei voti, le pubbliche relazioni.

Ora mi domando: i candidati sono coscienti delle responsabilità che vengono loro attribuite? il mercato dei consumatori, ovvero degli elettori, premierà questo o quel prodotto, solo se soddisferà le aspettative prospettate, mentre lo manderà fuori dal mercato se si rivelerà un bluff tutto pubblicitario.

Commenti

avatar luigicannella
-1
 
 
Il marketing mix nella sua versione primordiale è una tecnica ormai superata, come insegna Kotler. La sovranità oggi appartiene al consumatore. Quanto alla politica, andrebbe introdotta la R di reputazione e la C di credibilità, ma qui iniziano i problemi per la politica nel suo insieme.
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avatar nicola pagliuca
0
 
 
caro luigi, è infatti il consumatore finale che premierà o boccerà il "prodotto" se questo non sarà stato ben comunicato e le sue azioni non saranno state recepite nel miglior dei modi e, di conseguenza, ne trarrà vantaggio o svantaggio la sua reputazione e credibilità futura.
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